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giovedì 23 luglio 2009

Microsoft una Radio


Microsoft avrà una sua radio online. Ad annunciarlo in un’intervista al Telegraph è stato l’executive producer, Peter Bale, che ha detto: “La musica e’ un’area importante per Microsoft. Stiamo così per lanciare un servizio di streaming musicale entro breve. Funzionerà su di un principio simile a Spotify, ma stiamo ancora esaminando il modello di business.” Spotify e’ un’applicazione che funziona come Last.Fm, ovvero una via di mezzo tra un social network e un motore di ricerca musicale che seleziona i brani a gusto dell’utente mano a mano che lo stesso ascolta nuove canzoni e chepermette creare playlist personalizzate.L’idea di fondo insomma è quella per cui lo stesso servizio possa vivere nel Web per arrivare su Windows Media Center, Zune, Windows Mobile e Xbox 360 indifferentemente.All’ascolto potrebbe inoltre accompagnarsi l’acquisto delle tracce, andando così a sfidare iTunes sul campo che ha affermato Apple nel mondo della musica digitale.Stando a quanto riferito dal Telegraph Microsoft presentera’ il progetto entro la fine di luglio e potrebbe scegliere il Regno Unito per iniziare la sperimentazione.

mercoledì 22 luglio 2009

Facebook


Il più popolare social network della rete ha raggiunto i 250 milioni di iscritti nel mondo. Lo ha reso noto dal suo blog ufficiale il fondatore e Ceo Mark Zuckerberg, precisando inoltre che intendono continuare a sviluppare il sito per festeggiare il traguardo raggiunto. I risultati sembrano ancora più esorbitanti se si tiene conto che ad Aprile si registrarono circa duecento milioni di iscritti, quindi la crescita si attesta a cinquanta milioni di contatti in più, in soli tre mesi.Zuckemberg ha aggiunto, che la loro gratificazione non deriva solo dal tasso di crescita esorbitante ma soprattutto dal segnale di quanti rapporti interpersonali siano stati instaurati.

domenica 12 luglio 2009

La giornata Online dura 36 ore



La ricerca realizzata da cisco systems
La giornata online dura 36 ore
Calcolando le operazioni compiute simultaneamente, il tempo della Rete risulta più lungo di quello reale.



La giornata digitale è un concetto a cui non siamo ancora abituati, una nuova unità di misura per calcolare la vita che, parallelamente a quella del mondo fisico, pulsa in Rete. Viene calcolata sommando tutte le operazioni compiute simultaneamente online. Quindi se mentre navigo in rete per un'ora, ascolto contemporaneamente della musica su LastFm, le "ore rete" sono due, quelle "vita" una. Lo stesso avviene se parlo al cellulare mentre aspetto che si carichi un video su YouTube. Oggi la giornata digitale dura 36 ore, mentre nel 2013 sarà lunga il doppio di quella analogica. Benché il sistema di misurazione sia poco noto, rende molto bene l'idea di quanti dati transitino su internet. È questo uno di risultati della ricerca Visual Networking Index realizzata da CiscoSystems elaborando dati di analisti indipendenti. Il traffico IP globale, che oggi equivale a 9 exabyte al mese (un exabyte – EB - è un miliardo di gigabyte), tra cinque anni arriverà a 56 EB mensili, quasi uno Zettabyte all'anno. Crescita costante e indifferente alla crisi. O meglio con la crisi, come spiega al corriere.it Stefano Venturi, amministratore delegato di Cisco Italia, il traffico una relazione ce l'ha: «La crisi ha ridotto tutti i consumi tranne il traffico Ip, che cresce costantemente, e dalla crisi la vita digitale può avere un accelerazione se solo riusciamo a trasformare le magnifiche possibilità che oggi sono per pochi in applicazioni di massa». CRESCE L'ORIENTE – Il boom del traffico Ip ha però accenti orientali, visto che in Asia aumenterà due volte più velocemente rispetto a Europa e Nord America. In parte perché in Estremo Oriente c’è maggior margine di crescita, un po' perché in Occidente gli investimenti sulle infrastrutture si fanno meno remunerativi a stretto giro di posta e sembra mancare una visione lungimirante. Soprattutto in Italia, dove il digital divide negli ultimi anni non è stato più ridotto. «In Italia c’è una grossa carenza a livello di Rete – concorda l'ad - siamo vittime di un digital divide reale che impedisce di poter usufruire di servizi evoluti, e soprattutto rende inapplicabile l'erogazione di prestazioni da parte della Pubblica Amministrazione. Serve maggiore consapevolezza tra gli utenti, in modo tale che spingano istituzioni e operatori a garantire l'accesso in banda larga come diritto universale. Il Paese deve porsi il problema di realizzare una rete non solo veloce in download, ma anche in upload visto che il web sta diventando sempre più basato sui contributi degli utenti. I Paesi che avranno una bassa velocità di upload avranno un livello di partecipazione minore». E l'Adsl, che utilizza ancora il vecchio doppino in rame, porta la banda larga nelle case della maggior parte degli italiani con forti asimmetrie tra download e upload, rendendo internet più simile a un televisore on demand che a uno strumento collaborativo. Quindi ci vuole la fibra ottica, specialmente per i servizi di social networking e l’e-democracy. «Internet nella sua prima stagione ha disintermediato l'accesso all'informazione, adesso il nuovo salto chiamato 2.0 è quello verso l'interazione tra individui attraverso il social networking». Insomma dalla disintermediazione dell'accesso alle informazioni a quella dell'accesso alle persone e alle attività altrui. FILE SHARING - Curiosando nelle tabelle e nei grafici della ricerca, si scopre che, nonostante tutte le politiche adottate dall'industria dell'intrattenimento, il file-sharing continuerà a essere l'applicazione più usata, e sarà sempre più una condivisione di video. «Il file sharing nonostante tutto crescerà ancora, d'altronde l’industria deve adeguarsi al fatto che un sistema di copyright valido per il mondo fisico di atomi non è adatto a un mondo fatto di bit», prosegue Venturi. Il novanta per cento di tutto il traffico Ip – compreso anche quello dell'internet delle cose – sarà costituito da video, che verranno visualizzati sugli 0,2 metri quadrati di schermo digitale che tra smartphone, pc e tv, ogni abitante del pianeta possiederà nel 2013. Infrastrutture permettendo è questo quello che ci attende.CRISI E CORAGGIO - La crisi aguzza l’ingegno e aiuta a prendere decisioni che in epoca di vacche grasse per comodità si tende a rinviare. «Le crisi segnano generalmente delle discontinuità nelle economie, in alcuni settori industriali e nel modo di lavorare – conclude Venturi - Non ha molto senso che oggi le strade siano sempre più trafficate quando ci sono strumenti che permettono di ridurre le distanze passando per la Rete». Il riferimento alla videocomunicazione – sia che si presenti sotto le forme della sofisticata telepresenza che delle più leggere videoconferenze da dispositivi mobili – è chiaro, e quasi dovuto visto che le soluzioni Cisco in materia sono le più diffuse in ambito business. La dimostrazione di quanto sia valida a risparmiare tempo ed emissioni di Co2 è il fatto che sostituendo le trasferte dei propri dipendenti con la telepresenza la sola Cisco ha risparmiato 786mila tonnellate di Co2 in un anno, tagliando il 70 per cento dei voli aerei. Non di sola videocomunicazione però vivrà l'homo digitalis del prossimo futuro, ma anche di tutte gli altri servizi che le tecnologie abilitano e che sono orientati verso la collaborazione a distanza su qualsiasi dispositivo e attraverso qualsiasi rete (fissa e mobile).

giovedì 9 luglio 2009

Arte sul Web


Tina Brown, ex direttrice di New York e Vanity Fair, parla del suo sito DailyBeast
Web, gli utenti "consumano" l'arte
Le sezioni più trafficate sono quelle su pittura, scultura e fotografia.

New York – Chi ha mai detto che il pubblico non vuole più arte e cultura? La 55enne Tina Brown, leggendaria ex-direttrice dei prestigiosi New Yorker e Vanity Fair è disposta a scommettere il contrario. Il prossimo 1 giugno il suo influente sito web http://www.thedailybeast.com/ - oltre 2 milioni e mezzo di visitatori unici in soli 7 sette mesi di vita – lancerà una art section che coprirà a tappeto la scena artistica internazionale. Vernissage in musei e gallerie private di tutto il mondo, recensioni, interviste con pittori, scultori e fotografi, ultimi trend artistici e caccia ai nuovi talenti attraverso la collaborazione col sito specializzato http://artkrush.com/current.
Elite Globale - «La maggior parte dei giornali cartacei americani hanno chiuso o ridotto drasticamente le loro sezioni artistiche», spiega al Corriere online la Brown, «eppure le nostre pagine più trafficate sono proprio quelle sulle arti visive e la cultura in generale. La dimostrazione dell’esistenza di un enorme serbatoio di gente colta, da Roma a Londra e da Mosca a Pechino, - la cosiddetta elite globale, - tutta da conquistare». Il lancio di ArtBeast coincide con il mega party organizzato dalla stessa Brown (insieme ad Alessandro Benetton e Arne Glimcher, presidente della potente PaceWildenstein Gallery di New York), in occasione dell’apertura della Biennale Arte, il prossimo 4 giugno presso l’Hotel Monaco sul Canal Grande. Tra gli invitati: John Baldessari, Maurizio Cattelan, Sir Evelyn e Lady de Rothschild, James Franco, Nanette Lepore, Takashi Murakami, Yoko Ono, Lady Helen Windsor e Zhang Xiaogang.
La Recesione Stimola L'arte - Non solo glamour però. Sì, perché a detta della Brown «la recessione economica è stata una manna per il mondo dell’arte. Che finalmente sta tornando alle origini e non è più soltanto un business a fini di lucro». «Da quando vengono pagati meno», spiega, «gli artisti sono tornati a dipingere, scolpire e fotografare ciò che amano. E la qualità dei lavori è migliorata moltissimo». Che effetto fa per una veterana della carta stampata esistere solo nel ciber-spazio? «Non l’avrei mai immaginato ma l’adoro. Non provo alcuna nostalgia per i giornali, anche perché la componente visiva sul web è ben più eccitante. E poi amo poter rispondere alle notizie in tempo reale. L’Europa su Internet è ancora indietro», precisa, «ma presto si adeguerà».
Nuovo Progetto: Festival Letterario a Venezia, e Sul Web - E proprio dal cyber-spazio la star del giornalismo Usa spera di lanciare il suo prossimo, ambiziosissimo progetto: il primo festival letterario Veneziano. «Lo chiamerei Daily Beast Venice. Dopo il festival del cinema e la Biennale Arte, la Serenissima merita anche un premio letterario ed è incredibile che nessuno ci abbia pensato già prima». Alcuni suoi illustri colleghi sostengono che Venezia è una città morta? «Più è minacciata e più il suo valore aumenta», ribatte lei. «Anche la crociata per salvare Venezia, alla fine, sarà vinta da Internet. Dopotutto – conclude - rimane la capitale mondiale dell’arte; uno dei centri di cultura più importanti del pianeta». «Altre città hanno provato ad imitarla, ma senza successo», la incalza il gallerista Arne Glimcher, «Berlino sta costruendosi la sua Biennale e San Paolo ne ha già una. Nulla a che fare con quella di Venezia però. Unica e irripetibile – spiega – perché mette in mostra da sempre l’arte sublime accanto a quella obbrobriosa».

mercoledì 6 maggio 2009

Internet- premi oscar del web


Il New York Times, con il moribondo Boston Globe e il britannico Guardian, si sono aggiudicati i Webby. I Webby, considerati l'equivalente degli Oscar per Internet, sono stati annunciati a Washington dalla International Academy of Digital Arts e sono stati attribuiti anche al settimanale Economist, alla National Public Radio, alla Bbc e al sito di aggregazione di notizie Huffington Post.